Idiosincrasia da tacco

Avete presente quelle belle scarpe con il tacco? Quelle che indossano le presentatrici in TV e pensi: “però… potrei comprarle anche io“?

Io le compro.

Ho più scarpe con il tacco nel mio armadio che Pittarosso in tutti i magazzini d’Italia.

Le provo ed in negozio mi sembrano comode, faccio due passi, mi guardo allo specchio, piroetta, vista laterale, piedino leggermente alzato, punte che si sfiorano, poi la commessa interviene, con quella vocina calda e carezzevole, “Le stanno benissssssssimo!!” batte le mani un paio di volte per accentuare l’entusiasmo, “Oh Grazie” rispondo non ancora del tutto convinta mentre porto una mano al mento pensierosa, la ragazza percepisce i miei dubbi ed incalza la dose “Sono un guanto, le ho prese anche io, di tutti i colori, proprio quel modello! ” e per sigillare l’accordo scocca l’ultima freccia “Ti sembrerà di camminare scalza! Credimi!” sorride e fa centro!

Esco con la mia bella busta contente un paio di scarpe rosso fuoco tacco 10 “Mi mancavano” penso, “Le metterò sabato” continuo “Magari se andiamo solo al ristorante così mi abituo a tenerle ai piedi“.

Il sabato arriva, mi vesto, mi trucco, ed aspetto l’ultimo secondo per infilare ai piedi il mio ultimo acquisto. Mi osservo orgogliosa “Stai proprio bene“. Percorro i 7 metri che dividono la mia camera dal salotto. I piedi iniziano a pulsare. Sento già il solco sopra il tallone. L’equilibrio vacilla. “Speriamo di parcheggiare vicino, che non ci sia il ciottolato, che il posto prenotato sia subito disponibile, che i commensali siano stanchi e non decidano di fare altro dopo cena, che i bambini stiano calmi, che non debba correre dietro a qualcuno, che non scatti l’allarme antincendio, che non venga un terremoto, che non ci rubino la macchina, che non ci sia un’invasione di rane, una pioggia di fuoco e ghiaccio o un assalto di cavallette“.

La disperazione mi assale. L’ansia arriva supera i livelli di allerta.

Zampetto già dolorante fino alla scarpiera, saluto le mie decoltè “Siete belle, simpatiche, ed anche molto sexy, ma il mio cuore appartiene a loro” estraggo i miei stivali, bassi, consumati e con quel carrarmato che mi da tanta sicurezza, “Rimaniamo amiche! Ci sentiamo presto!

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