L’importanza dell’aperitivo

I pasti principali sono 3, colazione, pranzo e cena. Poi si aggiungono le 2 ,merende, metà mattinata e metà pomeriggio. Ma il vero momento di spensieratezza ed aggregazione è l’aperitivo.

L’aperitivo, disconosciuto da nutrizionisti e dietologi, è invece fondamentale per le pubbliche relazioni.

Esistono però due tipi di aperitivi, quelli cool e quelli free.

I primi si sono costruiti negli anni, diventando più che un momento di aggregazione uno status symbol.

I secondi sono quelli genuini, quelli puri.

Il vero aperitivo non conosce costume, non ha un orario preciso ne una bevanda specifica. L’aperitivo è felicità in flute.

Puoi arrivare al bar, magari del paese in cui vivi, appena uscito da lavoro. Potresti avere i vestiti sporchi di bianco (se sei un imbianchino), di grasso e olio (se sei un meccanico), potresti indossare abiti elegantissimi (se sei un avvocato), una tuta (se sei uno sportivo), jeans e maglietta (se sei una mamma che cerca un attimo di tregua). Nessuno noterà il tuo abbigliamento, perchè quello è il momento del relax, delle chiacchiere frivole, della risata libera.

Un Martini, una Corona, una Ceres, un vinello bianco, uno Spritz, ma anche un Bitter o un succo di frutta, ognuno sceglie liberamente cosa bere, decide con chi chiacchierare e fino a che ora farlo, da libero sfogo alle proprie fantasie, soprattutto dopo il secondo bicchierino alcolico.

Ci sono persone che durante l’aperitivo hanno trasformato la loro vita decidendo di cambiare lavoro, chi ha scelto di sposarsi o di avere un figlio, chi pensa al domani sorridendo anche se è stata una giornata di merda, chi torna ad essere amico anche se solo per qualche minuto, chi inizia a fumare, chi smette, chi torna bambino, chi decide di mettersi a dieta, chi invece fa uno strappo al suo regime alimentare promettendosi che sarà solo per quella sera.

L’aperitivo, quello salutare, non dovrebbe avere un dress code, dovrebbe essere quel momento in cui puoi tenere un bicchiere in mano, raccontare aneddoti appena avvenuti o passati ormai da tempo, ridere in compagnia senza dover essere per forza fasciato in un abito di alta sartoria o truccata a puntino per nascondere la stanchezza di una giornata appena finita.

L’aperitivo, quello “libero” non nuoce alla salute, ma soprattutto essendo spensierato non fa ingrassare… forse… o forse no… ma alla fine “è solo per una sera”.

Ps. per chi non lo sapesse, l’APERITIVO nacque a Torino in una bottega di liquori (sotto i portici di Piazza Castello ) del signor Antonio Benedetto Carpano, il quale nel 1786 ha inventato il vermut, prodotto con vino bianco addizionato ad un infuso di oltre 30 tipi di erbe e spezie. Da allora la “speciale bevanda” è stata esportata in tutta Europa e successivamente prodotta da Cinzano e Martini & Rossi, divenendo con l’appellativo di “Martini” l’aperitivo per eccellenza, da bere liscio o come base di tanti cocktail come il Negroni.

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